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Diario
22 marzo 2008
APPELLO AI CANDIDATI ROMANI
APPELLO AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE
DI ROMA
PER
NUOVI SERVIZI alla CITTADINANZA
I Municipi
sono l’istanza politica
e istituzionale di Roma più vicina ai cittadini,
rappresentano l’espressione, oltre ad
esserne custodi e garanti,
delle volontà e delle naturali aspirazioni
di ogni cittadino
a vivere felice ed in armonia nella realtà
territoriale di appartenenza,
indipendentemente dal suo orientamento
politico, religioso, etico, morale,
nel rispetto dei principi fondamentali
della reciproca tolleranza..
La condizione imprescindibile perché i cittadini vedano pienamente riconosciuti
i loro diritti in una comunità nella quale convivono sempre più differenti orientamenti
culturali, politici e religiosi, è il rispetto della laicità delle Istituzioni,
voluto dalla Costituzione, e il carattere universale dei servizi offerti dai
Municipi.
Per questo, i sotto elencati candidati alle elezioni Municipali
di Roma
si impegnano
una volta eletti, nello spirito
di laicità delle istituzioni, a proporre
e sostenere, nel proprio territorio, tutte le azioni utili per la creazione di
nuovi servizi a favore dei cittadini, quali:
- un registro per le ultime volontà di
vita (testamento biologico, cremazione e spargimento delle ceneri,
donazione di organi, forme di esequie funebri, ecc.)
- un registro per le unioni civili
- uno spazio decoroso
per la celebrazione dei matrimoni
civili
- un luogo decoroso
per il commiato laico
- promozione
della formazione civica e della cultura della laicità nei centri di aggregazione sociale del
Municipio e con iniziative autonome in collaborazione con le scuole
Per aderire all'iniziativa inviare una mail a altrevie@gmail.com www.altrevie.it
| inviato da LiberaCittadinanza Under40 il 22/3/2008 alle 12:18 | |
22 febbraio 2008
Day 121
"Negli atenei via la Bossi-Fini" Più facile l'ingresso per i ricercatori
L'odissea di Bulat Sanditov
finì sui giornali. Brillante ricercatore russo, con in tasca due
dottorati di ricerca e la prospettiva di una lunga carriera davanti, fu
costretto a lasciare l'Italia, sfinito dagli ostacoli burocratici della
legge Bossi-Fini. "Too much" aveva detto, lasciando a malincuore la
borsa di studio e l'incarico all'università Bocconi di Milano per un
posto in Olanda, dove tutto era più facile. Troppe le difficoltà per
avere i documenti per poter rimanere legalmente in Italia.
Almeno Bulat era riuscito ad arrivare: molti altri ricercatori
stranieri non riescono neppure a venirci in Italia, bloccati dalla
trafila per ottenere il permesso di soggiorno. Ma ora le cose cambiano:
con il decreto legislativo 17/2008,
che entra in vigore da oggi, i cittadini extracomunitari che vorranno
soggiornare in Italia per scopi di ricerca, potranno entrare al di
fuori della Bossi-Fini, fa sapere il ministero dell'Università e della
Ricerca.
Con il recepimento della direttiva europea sull'ammissione di cittadini
di paesi terzi ai fini di ricerca scientifica, gli istituti portanno
stipulare convenzioni di impegno per i cittadini stranieri, e chiedere
il visto per loro - evitando quindi spiacevoli trafile - che avrà
validità per il tempo stabilito per il programma di ricerca, senza
andare ad intaccare le quote previste per gli altri lavoratori
extracomunitari. In pratica, quindi, ora il singolo istituto potrà
chiedere direttamente allo Sportello Unico, fuori quota, l'ingresso per
ragioni di ricerca.
Il soggiorno per periodi superiori a tre mesi sarà consentito a coloro
che sono in possesso di un titolo di studio superiore, in grado di dare
accesso a programmi di dottorato nel Paese in cui tale titolo è stato
conseguito.
Una liberalizzazione attesa da tempo e più volte invocata da molti
istituti scientifici, che hanno lamentato l'impossibilità di lavorare
con ricercatori di paesi terzi - rinunciando quindi a preziosi cervelli
che invece di fuggire vorrebbero venire - perché eccessivamente
penalizzati dalla burocrazia: mesi e mesi di attesa per ottenere visti
e permessi, procedure onerose, con tempi spesso più lunghi dello stesso
incarico di studio o ricerca previsto. Con il risultato, non proprio
brillante, che in Italia la percentuale di ricercatori stranieri
extracomunitari è circa del 2 per cento, cifra molto inferiore agli
altri paesi dove l'ingresso, per loro, segue canali preferenziali.
| inviato da LiberaCittadinanza Under40 il 22/2/2008 alle 17:24 | |
18 febbraio 2008
day 117
Censura di sinistra
dal blog di cristiana alicata
"Ebbene sì.
Vi ricordate la petizione/lettera di perplessità sulla candidatura di Rutelli?
Ebbene, ha raccolto quasi 400 firme in una settimana. La mia lettera
in cui elencavo i motivi per cui come lesbica e come giovane e come
donna la sua candidatura mi lasciava perplessa e contraria?
Ok.
L’Unità mi ha tenuto in bilico per quasi 2 settimane, rifiutandosi
di pubblicarla. Anche Repubblica mi ha risposto picche. Ho pensato di
mandarla al tempo, ma mi è sembrato proprio fare il gioco
dell’avversario. Mi rimane ostica questa pratica della censura interna,
in cui ogni dissenso, quando è forte, viene schiacciato, annullato,
ignorato.
Quello che posso chiedervi è diffondere questo post, perchè
il web non sia anch’esso il luogo della censura, ma sia il luogo del
dibattitto costruttivo. Facciamo vedere che il nuovo media siamo noi.
Facciamo sapere le cose che accadono, a prescindere se le condividiamo
o no. 400 persone, liberi cittadini, che firmano una petizione è una
notizia. No?"
| inviato da LiberaCittadinanza Under40 il 18/2/2008 alle 13:43 | |
14 febbraio 2008
Day 113
"Offensiva clericale contro le donne la sinistra è timida, deve reagire"
"Caro Veltroni, caro Bertinotti, cari dirigenti del centro-sinistra
tutti, ora basta!
L'offensiva clericale contro le donne - spesso vera e propria crociata
bigotta - ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente
intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento
politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura
condiscendenza.
Con l'oscena proposta di moratoria dell'aborto, che tratta le donne da
assassine e boia, e la recente ingiunzione a rianimare i feti
ultraprematuri anche contro la volontà della madre (malgrado la quasi
certezza di menomazioni gravissime), i corpi delle donne sono tornati
ad essere "cose", terreno di scontro per il fanatismo religioso,
oggetti sui quali esercitare potere.
Lo scorso 24 novembre centomila donne - completamente autorganizzate -
hanno riempito le strade di Roma per denunciare la violenza sulle donne
di una cultura patriarcale dura a morire. Queste aggressioni clericali
e bigotte sono le ultime e più subdole forme della stessa violenza,
mascherate dietro l'arroganza ipocrita di "difendere la vita". Perciò
non basta più, cari dirigenti del centro-sinistra, limitarsi a dire che
la legge 194 non si tocca: essa è già nei fatti messa in discussione.
Pretendiamo da voi una presa di posizione chiara e inequivocabile, che
condanni senza mezzi termini tutti i tentativi - da qualunque pulpito
provengano - di mettere a rischio l'autodeterminazione delle donne,
faticosamente conquistata: il nostro diritto a dire la prima e l'ultima
parola sul nostro corpo e sulle nostre gravidanze.
Esigiamo perciò che i vostri programmi (per essere anche nostri) siano
espliciti: se di una revisione ha bisogno la 194 è quella di eliminare
l'obiezione di coscienza, che sempre più spesso impedisce nei fatti di
esercitare il nostro diritto; va resa immediatamente disponibile in
tutta Italia la pillola abortiva (RU 486), perché a un dramma non debba
aggiungersi una ormai evitabile sofferenza; va reso semplice e veloce
l'accesso alla pillola del giorno dopo, insieme a serie campagne di
contraccezione fin dalle scuole medie; va introdotto l'insegnamento
dell'educazione sessuale fin dalle elementari; vanno realizzati
programmi culturali e sociali di sostegno alle donne immigrate, e
rafforzate le norme e i servizi a tutela della maternità (nel quadro di
una politica capace di sradicare la piaga della precarietà del lavoro).
Questi sono per noi valori non negoziabili, sui quali non siamo più
disposte a compromessi".
Ecco le prime firmatarie: Simona
Argentieri; Natalia Aspesi; Adriana Cavarero; Isabella Ferrari; Sabina
Guzzanti; Margherita Hack; Fiorella Mannoia; Dacia Maraini; Alda
Merini; Valeria Parrella; Lidia Ravera; Elisabetta Visalberghi
CHI VOLESSE ADERIRE A QUESTA PETIZIONE VADA SU:
http://www.firmiamo.it/liberadonna
| inviato da LiberaCittadinanza Under40 il 14/2/2008 alle 21:11 | |
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